Kazimierz Morski

Kazimierz Morski è nato nel 1939 a Boryslaw (Polonia orientale, oggi Ucraina occidentale) in quella terra dell’Est Europeo che ha dato i natali e visto l’inizio di carriera di alcuni dei più grandi musicisti della nostra epoca, da K.Mikuli ad A. Rodzinski; durante i primi anni dell’infanzia ha vissuto i drammatici momenti bellici del suo Paese in Slesia dove ha iniziato prestissimo gli studi pianistici condotti con i Professori Z. Sliwinski e B. Woytowicz per compierli successivamente a Varsavia con Z. Drzewiecki, ossia con un Maestro che ha filtrato e condiviso le grandi lezioni dei suoi coetanei e compagni di cenacoli artistici, quali Artur Rubinstein, H. Neuhaus, I.J. Paderewski e K. Szymanowski tramandandola ad allievi tra i più grandi della Scuola pianistica del dopoguerra: nel 1960, in occasione del Concorso F. Chopin Morski viene vivamente apprezzato proprio da D. Kabalewski ed H. Neuhaus. “Questa linea polacca, che è quella attraverso la quale l’intimità chopiniana trova una sua rivelazione di più raccolta attendibilità, nutre dunque la formazione di Morski, nel cui fare e nel cui modo di pensare, tuttavia, nulla di ostinatamente nazionalistico appare”, soprattutto per la varietà di autori eseguiti e “per un’ampiezza di vedute che senza dubbio l’esperienza sinfonica ha reso ancor più consistente” (G.P. Minardi). Fin dalla più giovane età, infatti, il musicista è attratto dalle concezioni interpretative dei grandi pianisti da J. Hoffmann, a M. Rosenthal e a D. Lipatti, ma anche dai maggiori direttori d’orchestra quali A. Toscanini, W. Furtwängler, B. Walter e O. Klemperer, con un interesse che si rivelerà poi fondamentale per la sua vita artistica: studierà in seguito direzione a Katowice e a Poznan con i Maestri B. Wodiczko e W. Krzemienski, eredi della più importante tradizione interpretativa sinfonica polacca e slava. Sia per il pianoforte che per la direzione d’orchestra incisivi per la sua personalità artistica si riveleranno gli incontri ed i consigli avuti da S. Richter in Polonia, da A. Benedetti Michelangeli ad Arezzo e da F. Ferrara a Siena. Partecipa a concorsi internazionali ed inizia lunghe tournée in Giappone ed in U.R.S.S.; solo più tardi – anche per le difficoltà dell’epoca - gli si aprirà la via dell’Europa occidentale, principalmente in Italia dove è noto per le molteplici attività didattiche e artistiche di successo, così come per aver suonato e diretto con importanti Orchestre (tra cui S. Cecilia a roma, la Scarlatti della Rai di Napoli, la A.Toscanini di Parma, l’Orchestra Sinfonica di Padova e del Veneto, I Pomeriggi Musicali di Milano, …), per famosi Festivals ed Enti concertistici (la Sagra musicale umbra, la Sagra Malatestiana…) e in Spagna.


Già durante gli anni di studio in Polonia, la sua attività ha coinciso anche con l’adesione alle avanguardie musicali, sia come esecutore che per l’interesse compositivo e speculativo: sono sue le prime esecuzioni mondiali dei 3 Preludi per pianoforte di W.Kilar (1951) così come dei 4 Preludi per pianoforte (in registrazione d’archivio) di H.M. Górecki, musicista del quale attua inoltre la registrazione sinfonica dei 3 Pezzi in stile antico con l’Orchestra di Radio Lugano; è da quel tempo che i colloqui sulla strumentazione e suoi segreti delle nuove vie compositive, condotti fino ad oggi con autori come K.Penderecki, J. Peris Lacasa e P. Boulez, ne arricchiscono poliedricamente la personalità sfociando in riflessioni che Morski traccia nei suoi scritti sull’interpretazione. Tra il 1972 e il 1979 egli ricopre la carica di General Musik Direktor di un’Orchestra sinfonica in Polonia ed in questo periodo può realizzare più di 200 programmi del grande repertorio sinfonico, sempre a memoria: (oltre ad un’ampia scelta da J. Haydn e W.A.Mozart, tutte le Sinfonie di L. van Beethoven, F. Schubert, F. Mendelssohn, R. Schumann,, J. Brahms, P.I. Ciajkovskij, A. Dvorák e le opere più importanti di H.Berlioz, F. Liszt, M. Mussorgskij, B. Smetana, R. Strauss, M. Ravel, B. Bartók, S. Prokofiev, I. Stravinskij, D. Shostacovic, …) nonché perfezionare quella che è divenuta poi una essenziale e rara caratteristica della sua attività, ossia la direzione dal pianforte, nel ruolo simultaneo, della maggior parte dei concerti classici, romantici e del ‘900 (J. Haydn, W.A. Mozart, i 5 di L. van Beethoven, i 2 di F. Chopin e F. Liszt, E. Grieg, S. Rachmaninov /III/, S. Prokofiev /III/) “in un rapporto assai articolato tra strumento e orchestra, come quello che regola - per dire – l’attività di un Bernstein o di un Baremboim e che lo porta a frequentare con profonda intensità l’esperienza sinfonica” (G.P. Minardi); in questi anni lavora inoltre con concertisti polacchi di fama mondiale e grandi stranieri, quali S. Richter e G. Kremer. Ha effettuato varie registrazioni con Radio-Televisioni nazionali ed estere ed è stato accolto nella cerchia di importanti musicisti che lo hanno incoraggiato come continuatore della loro tradizione, dai maggiori direttori d’orchestra dell’ultimo cinquantennio in Polonia, tra i quali H. Czyz, J. Katlewicz, H. Madey, a personalità del mondo pianistico quali J. Ekier o del mondo musicale italiano come F.Siciliani. Nel corso della sua attività artistica ha suonato e diretto – affettuosamente apprezzato - per alte personalità quali S.S. Papa Giovanni Paolo II (a Castel Gandolfo nel 1982), S.E. Cardinale A. Casaroli (Zela Zowa Wola), il Senatore G. Spadolini (Bologna) il Generale W.Jaruzelski (Asiago 1993) e molti altri esponenti del mondo politico e culturale incontrati in occasione dei concerti presso la casa natale di F.Chopin durante le visite ufficiali e di Stato.
Accademico filarmonico a Bologna, direttore musicale del Festival di Asiago, ospite d’onore e membro di giurie di Concorsi internazionali, è Professore ordinario di Musica presso la Facoltà della Radio e Televisione - Dipartimento di Regia – dell’Università Slesiana di Katowice. La sua interpretazione è contraddistinta da una forte tensione interiore e l’amore per Mozart, Beethoven, Schubert, Liszt …, in particolare, lo portano ad esecuzioni di raffinata sensibilità ed impeto drammatico.